Rendering della «pedana esperienzale» che sarà allestita all'Ordine degli ingegneri in via Santa Teresa

ACCESSIBILITÀ. All’ordine degli ingegneri la «pedana esperienziale» a disposizione dei professionisti e dei cittadini

Segala: «La porteremo nei quartieri». Russo: «Ora attenzione alle fermate del filobus»
Vivere in prima persona il disagio delle barriere architettoniche per capirle e superarle. Per la prima volta, professionisti e tecnici possono sperimentare cosa significhi vivere la quotidianità su una sedia a rotelle, comprendendo le difficoltà di muoversi su strade, marciapiedi e locali che spesso per un disabile sono un percorso di guerra.L’occasione è fornita dalla “pedana esperienziale”, una struttura in acciaio lunga sei metri e larga tre, che riproduce un normale percorso cittadino con tutti i possibili ostacoli: dal pavimento in ghiaino a quello in porfido, dal marciapiede sconnesso agli ingressi dei negozi. E perfino le difficoltà di raggiungere e utilizzare un bagno. Il percorso sarà effettuato in sedia rotella per potersi davvero calare nei panni delle persone che convivono con queste difficoltà. Da domani alle 18, la pedana sarà allestita nel cortile della sede dell’Ordine degli Ingegneri, in via Santa Teresa a Borgo Roma. Vi rimarrà per un mese a disposizione di professionisti, tecnici e addetti ai lavori ma anche dei cittadini. L’iniziativa, unica nel suo genere, è stata decisa come conclusione del corso “Accessibilità e progettazione inclusiva”, rivolto agli iscritti all’Ordine. La pedana è stata realizzata dall’impresa di costruzioni Serpelloni Spa e la struttura si può anche spostare da un luogo all’altro.Ieri, a Palazzo Barbieri, è stata presentata dall’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala. «Contatterò i presidenti delle circoscrizioni», fa sapere, «perché la pedana venga ospitata nei quartieri, per dare modo ai cittadini di vivere un’esperienza che non si dimenticherà facilmente. Ringrazio quindi i colleghi dell’Ordine degli Ingegneri, con l’auspicio che l’iniziativa varchi anche i confini comunali. Il tema della disabilità nelle progettazioni», afferma l’assessore, «deve avere un ruolo centrale, con tecnici e progettisti chiamati a fare la propria parte, approcciandosi a un nuovo modo di concepire gli spazi, che devono essere fruibili a tutti».Il Comune ha già adottato, l’anno scorso, il primo Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, che interessa il centro storico, con l’avvio del Piano urbano per la mobilità sostenibile, al cui tavolo di confronto sono state coinvolte tutte le associazioni di categoria, comprese quelle dei disabili. Alla presentazione in Comune hanno partecipato anche Alberto Fasanotto, consigliere dell’Ordine degli ingegneri, Mattia Antonio Serpelloni dell’impresa di costruzioni, il presidente della Consulta per le disabilità, che riunisce 32 associazioni, Antonino Russo, Marco Andreoli e Fabio Lotti della cooperativa Yeah, coinvolta nella realizzazione del corso “Accessibilità e progettazione inclusiva”.«Le norme», sottolinea Russo, «esistono da 30 anni ma la loro applicazione non può che passare dalla formazione dei progettisti. Per quanto riguarda la mobilità, le maggiori criticità sono rappresentate dall’assenza di un’attenta programmazione nelle manutenzioni, dei marciapiedi ad esempio. Inoltre», continua, «gli scivoli, pur nella correttezza formale, non sempre sono efficaci e sicuri». Russo fa inoltre sapere di aver sollecitato un incontro sulla questione del filobus. «Ci chiediamo se, alle fermate, il progetto sarà tale da consentire sicurezza e autonomia nell’accesso al mezzo. Sarebbe meglio, e meno costoso, intervenire adesso piuttosto che adeguare in seguito».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 23

Data: 12/06/2019

Note: E.S.