Villa Pullè, dal degrado a un fondo immobiliare

CHIEVO. Qualcosa si muove per il complesso neopalladiano, una «bella addormentata» nel caos, deturpata dai vandali
Il deputato Paternoster: «Gestione Inps indegna». Ma la proprietà entro l’anno passerà a una società del ministero dell’Economia.

Il parlamentare leghista Paolo Paternoster aveva sollevato a fine luglio la questione di villa Pullè a Chievo. In quel momento si era nel vivo della querelle sulle pensioni fra il suo leader Matteo Salvini e il presidente dell’Inps Tito Boeri, così quell’interesse era sembrato più che altro il pretesto per un attacco politico al vertice dell’ente proprietario della dimora storica e del parco annesso. La buriana è passata, ma il deputato veronese l’aveva detto e l’ha fatto: mercoledì ha depositato un’interrogazione al ministro del Lavoro Luigi Di Maio per sapere se e quali iniziative sono in programma per il recupero della struttura neopalladiana «attraverso un intervento sull’ente vigilato». Ieri mattina un’interrogazione analoga è stata protocollata a Palazzo Barbieri dai consiglieri comunali della Lega Mauro Bonato e Roberto Simeoni. Oltre a chiedere lumi al sindaco Federico Sboarina e all’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala «sugli impegni di spesa presi nel 2009, che dovrebbero ammontare a 350mila euro», i due sollecitano l’amministrazione comunale a supportare l’iniziativa di Paternoster.Villa Pullè è una bella addormentata «parcheggiata» alla Cassa depositi e prestiti. Della struttura deturpata dal vandalismo, con porte e finestre murate per impedire l’accesso ai malintenzionati, si salvano solo i tetti restaurati dall’Inps con un investimento di un milione di euro. All’interno, in chissà quale stato, ci sono gli affreschi di Angelo Da Campo e Gian Domenico Cignaroli. Il parco di 115mila metri quadrati è inselvatichito e alcuni alberi sono a rischio crollo. Del verde prospiciente la piazza si prende cura il Comune, ma dal cancello sempre aperto che delimita le competenze entra chiunque (e i segni sono dappertutto) senza che l’amministrazione possa farci niente. «Rischia di trasformarsi in un covo di sbandati» sottolinea Paternoster. «Siamo nel cuore del quartiere, a tre chilometri in linea d’aria da piazza Bra e a pochi metri dalle abitazioni. Non è accettabile che una proprietà del genere sia gestita in maniera così indegna». A dargli man forte, oltre a Bonato e Simeoni, ci sono Renato Lelli della Liga Veneta e il consigliere leghista della Terza circoscrizione Dario Pomari. Li guidano nel sopralluogo gli «attivisti» Luciano Danese e Silvano Pietropoli, fondatori, già negli anni Settanta, di un comitato per il recupero di villa Pullè. I residenti, spiegano, vorrebbero che l’immobile fosse inserito nel circuito turistico della città e sognano che il parco possa ospitare un teatro all’aperto. Intanto il livello inferiore ospita la Sagra del Ceo, partita ieri.Qualcosa, però, si è mosso. A metà agosto l’Inps ha risposto al quesito posto dal Comune sulle intenzioni di utilizzo, rendendo nota la decisione di avviare l’iter per conferire la villa al fondo immobiliare chiuso i3-Silver controllato dal ministero dell’Economia, entro la fine dell’anno. «Dopo anni di chiacchiere e zero fatti, abbiamo un dato certo su cui lavorare», afferma ora l’assessore Segala. «La volontà dell’amministrazione è quella di recuperare il parco per metterlo a disposizione di tutto il quartiere. Aspettiamo che si concludano le procedure burocratiche per confrontarci direttamente con Invimit Sgr (la società proprietaria del fondo, ndr) e per entrare in possesso dell’area».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 16

Data: 8/09/2018

Note: Laura Perina - foto Marchiori