Una porzione di mosaici ritrovati sulle colline a Negrar e che fanno parte del pavimento della villa romana

NEGRAR. Il sindaco Grison rivela che da tre giorni il Comune è bombardato di richieste di informazione dai mass media di mezzo mondo. Il ministro ha già visto le foto
Gli eccezionali mosaici ritrovati con il pavimento lasciano immaginare altri tesori sepolti tra i filari L’archeologo de Zuccato: «Trovarli era il mio sogno»
Per tre volte dalla fine Ottocento al 1975 ci sono stati scavi, scoperte e reinterri in località Colombare di Villa. Dunque, che tra i filari si nascondesse in un punto non ben precisato un tesoro archeologico come una villa romana era noto, agli studiosi. Com’erano noti i suoi pavimenti a mosaico. Ora che quel punto è stato individuato grazie a una serie di sondaggi nel terreno, però, e soprattutto ora che son venuti alla luce una parte molto ben conservata della pregiata pavimentazione a tessere colorate, alcune fondamenta, resti di capitelli e muri, il tempo dei reinterri pare terminato. Almeno nelle intenzioni. Si fa sempre più strada, infatti, l’idea di una valorizzazione generale del sito tramite un progetto di musealizzazione condiviso in primis da Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Verona e Comune di Negrar di Valpolicella con la collaborazione dei proprietari dei terreni agricoli. Significa creare un museo a cielo aperto, che dia valore a quanto è rimasto per decenni sepolto sotto le vigne della Valpolicella. Un percorso per le visite guidate in loco, insomma, che intrecci i valori di cultura e storia con gli interessi dell’economia locale. Cavalcando magari la curiosità verso la riscoperta della villa che oggi stanno dimostrando emittenti televisive internazionali e stampa di mezzo mondo. VALORIZZAZIONE. «Sapevamo che la villa c’era e che c’erano anche i mosaici, ma non sapevamo esattamente dove», spiega il funzionario archeologo della Soprintendenza, Gianni de Zuccato. Dall’estate 2019 al maggio 2020, a più riprese e con una pausa forzata nei mesi scorsi per il Covid-19, ha diretto gli scavi da cui hanno rivisto la luce vari reperti e i mosaici che in foto hanno fatto il giro del globo. «Adesso si tratta d’individuare la direzione da seguire per la valorizzazione del sito», continua l’archeologo. «Ma per andare in questa direzione dobbiamo intraprendere uno scavo in estensione, eseguire un intervento conservativo dei mosaici e dei resti murari, mettere in sicurezza tutta l’area sia dagli agenti atmosferici sia da altri possibili danneggiamenti». Era da anni che de Zuccato coltivava un sogno, sulla villa romana di Negrar: «Volevo ritrovare questa villa sepolta, che mi ha sempre affascinato», ammette. FINANZIAMENTI. Per la musealizzazione serviranno parecchi soldi, però. E su questo fronte sono già partiti i primi contatti tra l’amministrazione comunale e i parlamentari veronesi per interessare del caso negrarese la Commissione cultura del Senato e il Ministero ai beni culturali (Mibac) guidato da Dario Franceschini. «Il ministro ha già visto alcuni giorni fa le fotografie dei mosaici ritrovati a Negrar», rivela il deputato del Pd Diego Zardini. «Sono di una bellezza davvero stupefacente». In merito alla villa romana, stringe subito la mano all’amministrazione Grison: «Sarò al suo fianco insieme ai colleghi parlamentari del Pd perché si trovino le risorse economiche necessarie ad arrivare al risultato che un ritrovamento di tale portata merita». ECO INTERNAZIONALE. Alla villa romana e a Negrar si stanno interessando, in questi giorni, le emettenti tv Bbc del Regno Unito e la Cnn degli Stati Uniti, l’agenzia di stampa francese France-Press, i quotidiani britannici The Indipendent e The Guardian, un’agenzia di stampa russa. «Da tre giorni siamo travolti», sottolinea il sindaco di Negrar di Valpolicella, Roberto Grison. L’interesse è alle stelle e sull’intera vallata sono puntati i riflettori di mezzo mondo. «Questo ci spinge ancor più a proseguire, con gradualità e caparbietà, nella messa in risalto di questo sito», continua il sindaco. «Vogliamo far capire alla gente che vive qui e a chi lavora la campagna che il nostro territorio ha tutte le carte in regola per essere conosciuto e apprezzato anche tramite la cultura, con benefici per l’intera economia locale». Che arte e storia possano andare a braccetto con le realtà economiche se lo augura anche de Zuccato: «Mai vista così tanta attenzione mediatica globale, mi auguro possa servire ad andare avanti unendo gli interessi di tutti»

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 27

Data: 29/05/2020

Note: Camilla Madinelli