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Valdonega, nella giornata di Ferragosto l’apertura della Villa Romana. Ma sarà l’ultima occasione per visitare il sito archeologico di via Zoppi. La domus chiuderà i cancelli per l’avvio dei lavori di manutenzione straordinaria del solaio di copertura dei resti. La Villa Romana è aperta da maggio e lo straordinario sito archeologico ha richiamato numerosi visitatori, anche stranieri. Molti cittadini ignoravano l’esistenza della domus venuta alla luce nel 1957 durante gli scavi di un condominio. «Ne ho sentito parlare», riferisce Milena Casali, «e ho colto l’occasione della sua apertura per visitarla». «Da anni», dice Nadia Garonzi, «volevo visitare i resti della Villa Romana. Un vero gioiello». «Avevo già visitato il sito archeologico», interviene Manuela Avesani. « Mi ricordavo di alcune tracce di affresco e, invece, con piacere vedo che gli affreschi sono ben conservati e visibili». «Sono rimasta», dice Giulia Pegoraro, «molto colpita dal sito archeologico del quale non ero a conoscenza. Spero che i lavori di riqualificazione permettano una veloce rivalorizzazione del sito, affinchè possa diventare una risorsa culturale e didattica per il mondo associativo veronese e della scuola». L’intenzione di creare una nuova struttura per conservare i resti della domus simile a quanto costruito per l’Ara Pacis a Roma da parte del Comune in accordo con la Soprintendenza appare ai cittadini «una cosa da fare». «Magari un qualcosa di meno complesso», commenta Paola Tommasi. «Potrebbe essere un progetto più alla portata delle risorse attuali». Per i cittadini, serve anche una «maggiore informazione di quanto si trova al di là dell’Adige provenendo dal centro storico». «Nei percorsi proposti», dicono, «i turisti non sono invitati a risalire oltre il Teatro Romano. Neppure le chiese di Santo Stefano, Santa Maria in Organo e San Nazaro sono negli itinerari e i turisti le scoprono spesso da soli». A confermare l’interesse turistico della domus databile nella prima metà del I secolo d.C. è Paolo Boscaini del Gruppo volontari per i beni ambientali del Centro Turistico Giovanile che tengono aperta al pubblico l’area archeologica. «Abbiamo avuto molti turisti, anche stranieri» riferisce. «Spesso sono stati gli stessi hotel a segnalare la possibilità di visitare la domus. Poi, i cittadini. In tanti hanno visto il sito archeologico e forse il successo delle visite si deve al nuovo calendario di aperture con un giorno ricorrente». L’ambiente più ampio è stato interpretato come oecus corinthius e conserva mosaici ed affreschi, tra cui il disegno di una gabbietta per uccellini. Informazioni sulle aperture si possono avere allo 045.8004592. Il sito è raggiungibile con le linee urbane 70 e 71 nei giorni feriali.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca pag.15

Data: 13/08/2015

Note: M.CERP