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LA STORIA. Ideata dall’architetto vicentino nel 1565, restò incompiuta
Il capolavoro di Palladio minacciato dal cemento.
La fama di villa Serego, detta villa Santa Sofia dalla località in cui sorge, è legata al suo architetto: fu ideata nel secolo XVI da Andrea Palladio per conto di Marcantonio Serego. In realtà, del progetto originale del 1565 fu attuata solo una piccola parte. 

 

È dal 1996 nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco, insieme alle altre ville palladiane del Veneto. Isolata all’estremo occidente della «geografia palladiana» del Veneto e una delle ultime fabbriche di villa progettate da Palladio, villa Serego rappresenta per molti versi un episodio eccezionale. A differenza della villa-tipo palladiana, generalmente un organismo fortemente gerarchizzato e dominato dal «pieno» della casa dominicale, Palladio preferisce qui articolare lo spazio attorno al grande «vuoto» del cortile centrale, prendendo probabilmente a modello le proprie ricostruzioni della villa romana antica. Anziché di mattoni e intonaco, le grandi colonne ioniche sono realizzate con blocchi di pietra calcarea appena sbozzati e sovrapposti a creare pile irregolari: il tipo di materiale utilizzato (proveniente dalle cave che i Serego possedevano poco lontano) e la dimensione gigantesca delle colonne contribuiscono a generare una sensazione di potenza mai raggiunta da nessun’altra villa realizzata.
Poche e frammentarie sono le notizie che riguardano le vicende costruttive del complesso, che venne realizzato solo in piccola parte rispetto alla grande estensione disegnata da Palladio nei Quattro libri dell’architettura (1570): meno della metà del cortile rettangolare e in particolare la sezione settentrionale. Probabilmente con la morte di Marcantonio negli anni ottanta del Cinquecento i lavori sono stati definitivamente interrotti, anche se pare dimostrata la volontà di concludere almeno la parte del complesso riservata agli appartamenti signorili.
Entro la metà dell’Ottocento la villa subì notevoli mutamenti a opera dell’architetto Luigi Trezza.
Dagli anni Sessanta del secolo scorso, la villa ha perduto il brolo e la tenuta: la vendita della proprietà nel 1968 portò alla lotizzazione della vecchia corte, le cui antiche pietre sono state portate via da ruspe e camion. 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca - pag.7

Data: 3/11/2014

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