Don Adriano Vincenzi all'apertura di un Festival della Dottrina Sociale

LUTTO. S’è spento dopo lunga malattia uno dei protagonisti del mondo ecclesiale veronese e nazionale. Con un’incessante attività di relazioni con le istituzioni
Dal Festival della Dottrina sociale alla recente firma della Carta dei Valori per Verona, tutte le tappe di una vita da promotore di iniziative per la crescita delle comunità.
La sua ultima testimonianza attiva, per Verona e l’Italia, era stata la «Carta dei valori per un impegno condiviso nella nostra città». I principali protagonisti della vita amministrativa, economica, finanziaria, imprenditoriale e sociale veronese, compresa la Chiesa, l’avevano sottoscritta all’auditorium della Fondazione Toniolo, a San Fermo, il 25 novembre scorso. Nella conclusione del nono Festival della Dottrina sociale, svoltosi al Cattolica Center. «Bisogna lavorare insieme, seminare con speranza, rispettare gli impegni. E i frutti arrivano». Lo aveva detto l’animatore di quella rete di soggetti, e del Festival, monsignor Adriano Vincenzi, il prete veronese morto ieri, all’ospedale di Borgo Roma, all’età di 67 anni. Stroncato da un tumore, che lo aveva colpito cinque anni fa.Quella “Carta di valori” parla di sviluppo della conoscenza, di crescita nel rispetto dell’ambiente, di visione innovativa su logistica e trasporti. Di imprese intese come bene sociale. E sintetizza contenuti emersi dal Festival della Dottrina sociale della Chiesa, che per il quinto anno consecutivo ha avuto un videomessaggio augurale di papa Francesco. Attenzione particolare ai giovani, alla formazione, al bene comune, alla politica. È il messaggio lanciato da don Adriano Vincenzi anche al Festival del Futuro, organizzato in Fiera dal Gruppo Athesis, editore de L’Arena e di Telearena, nel novembre scorso.Nato a Verona, vissuto a Rizza, don Adriano Vincenzi viene ordinato prete il 25 giugno di 43 anni fa. La sua attività, fondata anche sulla spiritualità del Movimento dei Focolari, si esplica fin da subito con i giovani. Curato a San Giovanni Lupatoto e poi a Desenzano del Garda. Laureatosi in psicologia nel 1989, parroco di Castiglione, poi di San Zeno alla Zai e dei Santi Apostoli. Con amici, collaboratori, imprenditori, crea la Fondazione Segni Nuovi, che ha una casa a Sfruz, in Trentino, in Val di Non, per incontri di formazione a un cristianesimo declinato nel sociale, nell’educazione, nel lavoro e nella politica.Nel 1994 l’allora vescovo di Verona Attilio Nicora nomina don Vincenzi direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro. Dal 1997 è vicario episcopale per la pastorale dell’Università, della cultura e per la Pastorale sociale e presidente della Fondazione Toniolo. Nella seconda metà degli anni ’90 crea la Scuola diocesana di formazione all’impegno sociale e politico. «Don Adriano era un uomo del fare, senza tanti clamori», ricorda Alberto Stizzoli, vicepresidente di Segni Nuovi, di cui don Adriano era presidente, «ma il fare, per lui, aveva bisogno di crescita interiore, di forte preparazione».Lasciata Verona, don Vincenzi va a Roma, dove porta su scala nazionale questo dialogo con tanti mondi. Crea Retinopera, diventa consulente ecclesiastico della Cei, dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti, assistente di Confcooperative e dell’Acai, artigiani. E poi dà vita al Festival della Dottrina sociale, a Verona. Giornate di confronto culturale, politico, con il Terzo settore, le associazioni, le imprese, la Chiesa. Il filo conduttore è quello di 25 anni fa. Quando, dopo la fine della Dc, in particolare, si è posto il tema della presenza dei cattolici in politica, da allora ormai frammentata in vari partiti e movimenti. Per questo si puntava a trovare terreno comune di impegno politico-sociale per i cattolici, insieme ai laici.«Monsignor Adriano Vincenzi ha manifestato una singolare sensibilità verso gli aspetti sociali del vivere umano. Ne aveva il genio. Questa geniale sensibilità l’ha scoperta l’allora vescovo di Verona Attilio Nicora», dice il vescovo Giuseppe Zenti. «Nella Dottrina sociale della Chiesa ha trovato la chiave giusta per coniugare le grandi questioni sociali, in fase di rapida e radicale trasformazione, con il pensiero della Chiesa ispirato dalla Parola di Dio, come luce per la loro adeguata soluzione nella linea dell’umanizzazione. Lo ricordiamo con affetto e con stima».I funerali di don Vincenzi sono lunedì, alle 15, a Sant’Anastasia, presieduti da Zenti.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 14/02/2020

Note: Enrico Giardini