LA SFIDE DEL VENETO. A Venezia, a Palazzo Balbi, il presidente della Regione insieme alla Giunta ha tracciato un bilancio del 2018 e annunciato gli obiettivi per il 2019
Zaia: «Cortina-Milano e poi finale a Verona, nella “bomboniera” biglietto da visita in tutto il mondo» «L’autonomia? È la madre di tutte le battaglie»

Luca Zaia, presidente della Regione da otto anni, ha sogni che vuol far diventare realtà. E quindi tra la «madre di tutte le battaglie, l’autonomia del Veneto»; l’impegno per la grandi infrastrutture come «Tav ferroviaria, Pedemontana Veneta, Valdastico nord» e la voglia di riscatto delle terre venete colpite dal tornado di fine ottobre – «ma trasformeremo questa devastazione in un’opportunità di crescita della nostra montagna» – scalda i muscoli. Per un’altra grande sfida. «Portare le Olimpiadi invernali 2026 a Cortina e Milano. E voglio la cerimonia di chiusura nell’Arena di Verona».Nella sede di Palazzo Balbi, sede della Regione, Zaia insieme alla sua Giunta – nel tradizionale incontro di fine anno con il mondo dell’informazione – attinge anche alla storia antica. Per fare quadrato in vista della vittoria della perla della Dolomiti, Cortina d’Ampezzo, e di Milano, sulla svedese Stoccolma per ospitare i giochi olimpici su neve e ghiaccio. «Io sono come la madre dei Gracchi», dice Zaia, leghista alla guida di una maggioranza di centrodestra, «e voglio spendere bene i miei gioielli. E l’Arena è una bomboniera e se otterremo la candidatura ospiterà la cerimonia finale delle Olimpiadi 2026. Cortina è conosciuta da tutti e l’Arena, in cui arriverà la tappa finale del prossimo Giro d’Italia, diventerà il biglietto da visita del Veneto nel mondo», aggiunge il presidente. «E vinceremo questa partita con Stoccolma, che vale 980 milioni di dollari. La garanzia dell’impegno del Governo vale 400 milioni di euro, e se noi come Veneto ne mettessimo la metà, sarebbero 25 milioni all’anno per otto anni, che potrebbero anche essere coperti da sponsor. Dopo la presentazione a Tokio, al Cio, se vinceremo questo slalom speciale potremo davvero parlare di rinascita della montagna veneta».L’entusiasmo per la sfida olimpica cammina di pari passo, per Zaia, con la partita dell’autonomia del Veneto, proprio nel giorno, ieri, in cui i dossier del Veneto e della Lombardia e dell’Emilia Romagna, sono andati sul tavolo del Consiglio dei ministri. «Per noi, pacificamente parlando, dopo il referendum del 2017 in cui 2,2 milioni di veneti hanno sì a trasferire 23 materia dal Governo centrale alla Regione, è la madre di tutte le battaglie», spiega Zaia. «Ma anche per il Governo nazionale è una grande opportunità, perché passerà alla storia come l’esecutivo che ha riscritto la storia della nazione, con l’autonomia resa fattore di sviluppo non solo per questa o quella Regione, ma per tutta Italia». A tale punto convinto dell’autonomia, Zaia, da dire che «se in Parlamento, quando lo esaminerà, non si troverà una maggioranza, su questo il Governo potrebbe cadere». E il riferimento, seppure non esplicitato, va al Movimento 5 Stelle che non ha una posizione unanime pro-autonomia. Zaia rilancia la candidatura delle Colline del Prosecco a Patrimonio Universale dell’Unesco, «l’avanzamento della superstrada Pedemontana Veneta e di altre opere pubbliche necessarie al Veneto e ai Veneti, dell’inizio del cammino della nuova riforma della sanità delineata con l’approvazione del Piano sociosanitario 2019-2023». A rappresentare il mondo dell’informazione – esprimendo le difficoltà del settore e anche l’appello alle istituzioni a sostenerlo – Monica Andolfatto, segretario del Sindacato dei giornalisti del Veneto e Gianluca Amadori, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto. ©

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 22/12/2018

Note: Enrico Giardini