SAN GIORGIO. Doppio intervento, chiuso da ieri lungadige Matteotti
Il manufatto è stato puntellato per evitare crolli I campioni prelevati sono stati inviati all’università Aperto un nuovo scarico per far defluire le acque.

Il vecchio muro sotto Porta Trento, che da lunedì è rimasto per giorni imbevuto d’acqua a causa della rottura di una condotta dell’acquedotto che ha provocato l’ingente perdita e conseguente deviazione del traffico in zona San Giorgio, è stato messo in sicurezza. Ieri sono stati effettuati i carotaggi propedeutici a verificare la staticità del manufatto e i campioni prelevati sono ora al vaglio dell’università chiamata a stabilire la capacità legante di tenere uniti i mattoni che lo compongono e la consistenza degli stessi.Allo scavo e alle deviazioni al traffico di San Giorgio, intanto, si è aggiunto un altro intervento, in realtà già iniziato nei giorni scorsi, che ha portato ieri a un’ulteriore deviazione al traffico. Si tratta di Lungadige Matteotti, chiusa alle auto almeno fino a domani. «Qui abbiamo deciso di inserire dei nuovi scarichi che, in determinate situazioni di emergenza o comunque in caso di necessità, saranno in grado di convogliare direttamente in Adige l’acqua delle condotte», spiega il presidente pro tempore di Acque Veronesi Niko Cordioli.Le auto in entrata sono avvisate della prossima deviazione già all’altezza del Ponte della Vittoria anche se il divieto di accesso effettivo, ieri presidiato da una pattuglia della polizia municipale, è qualche metro più avanti verso Ponte Garibaldi. L’ulteriore blocco, che con questa sera dovrebbe essere definitivamente rimosso e ora oltrepassabile solo dai residenti della strada, non ha tuttavia causato particolari disagi al traffico. Ieri, intanto, è arrivata la precisazione della Soprintendenza che chiarisce come le verifiche dei giorni scorsi non siano state richieste dai loro uffici, come erroneamente riportato. «Quello che stiamo seguendo è in effetti un iter già previsto dalla legge quando si lavora con strutture storiche e antiche come il muro in oggetto, questo molto probabilmente di epoca in parte austriaca e in parte dei primi del ‘900 e non romano», spiega infatti l’azienda che sta realizzando l’intervento per conto di Acque Veronesi. «La giornata di mercoledì è dunque servita per il progetto tecnico e le verifiche sull’impalcatura di sostegno realizzata per mettere in sicurezza il muro. Struttura che ieri è stata poi montata».Ora si attendono i risultati sulla staticità del vecchio muro che dovrebbero arrivare lunedì. Se ci saranno da eseguire determinati interventi sul manufatto, allora sì questi saranno condivisi con la Soprintendenza e illustrati dall’archeologo della ditta che è in contatto con gli uffici della Dogana di terra.Solo in seguito, spiegano da Acque Veronesi, si potrà procedere con la riparazione del tubo in ghisa rotto ormai da quasi un settimana. La condotta non sarà riparata ma sostituita con una nuova tubatura in ferro per una lunghezza di circa 50, 60 metri, in direzione della chiesa di San Giorgio.Dal punto di vista della viabilità, la strada rimane aperta al traffico su una sola corsia di marcia, con senso unico in direzione ponte Pietra da via Mameli, ed è garantito il libero accesso alla Ztl fino al termine degli interventi. La viabilità sta reagendo piuttosto bene alle modifiche, pur in un tratto già normalmente congestionato negli orari maggiormente trafficati. E anche in questi giorni di neve e allerta ghiaccio, non sono stati registrati particolari disagi qui rispetto ad altre zone della città.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 3/03/2018

Note: Ilaria Noro - fotoservizio Marchiori