VIRUS ZANZARE. I dati sono diffusi dai Medici per l’ambiente: i casi sono 159 e dieci i decessi

Il calcolo si fonda sul conteggio dei pazienti con patologie come tumore o diabete, facili prede del virus nella forma che può essere anche fatale.

Al via un piano straordinario di disinfestazioni della Regione per una spesa di mezzo milione
I veneti a rischio del virus del West Nile sono più di due milioni.È quanto emerso dagli uffici dell Isde, l’associazioone di medici ambientalisti, proprio nel giorno in cui la giunta Zaia ha avviato un piano straordinario di disinfestazioni del valore di mezzo milione di euro per cercare di fermare la diffusione tramite zanzare della West Nile. È poi emerso che il numero dei casi confermati è arrivato a quota 159 e quello dei decessi a 10.A rivelarlo sono i rappresentanti di Isde, medici per l’ambiente. Secondo alcuni membri veneti della ong internazionale impegnata nel rapporto fra medicina ed ambiente, finora sono state diffuse informazioni relative alla febbre del Nilo occidentale che rischiano di essere fuorvianti. Il fatto che si dica che nell’80 per cento dei casi il virus è innocuo, nel 19 per cento può dare sintomi simili all’influenza e solo nell’un per cento può degenerare nella forma più grave, neuroinvasiva, e diventare letale non basterebbe, secondo loro, a fornire un quadro realistico della situazione. Il primo a lanciare l’allarme è stato il geriatra veneziano Gennaro Di Giovannantonio. A suo parere, nessuno può dirsi sicuro di non contrarre la forma più grave della malattia. Tra i più a rischio ci sono i bambini, anziani ed immunodepressi, Di Giovannantonio spiega che stiamo parlando di più del 40 per cento della popolazione regionale. I veneti che possono contrarre la West Nile nella sua forma più grave sarebbero più di 2 su 4,9 milioni. La cifra emerge dalla somma di coloro che hanno più di 65 anni, quasi 1.100.000, e più di 80, oltre 320mila, i quasi 310.000 malati di tumore, gli oltre 270.000 diabetici, i 60.000 con Alzheimer, gli oltre 35.000 con il Parkinson, e poi le migliaia di persone con sclerosi multipla e Sla od in attesa di trapianto ed i 600 che ogni anno affrontano trapianti. Tutto questo senza tenere conto di almeno una parte degli ipertesi, che sono 1,2 milioni.«L’analisi del collega sugli esposti più critici è corretta», conferma il presidente veronese di Isde, Giovanni Beghini. «C’è stata una lentezza pachidermica nei movimenti della Regione e dei Comuni», afferma Beghini. «D’altronde», continua, «siamo di fronte ad un modo di agire che è già stato adottato in altre situazioni: prima si tranquillizza la popolazione, poi si isolano ed attaccano coloro che vengono definiti come allarmisti e solo dopo si corre ai ripari, adottando iniziative eccezionali».Secondo il bollettino diffuso ieri dalla Direzione regionale prevenzione della sanità regionale, i casi di West Nile finora confermati sono 159. Di questi, 110 presentano sintomi leggeri e 49 sono in forma neuroinvasiva. Il computo complessivo, però, sale a 246, se si calcolano i casi probabili e le positività nei donatori di sangue. I decessi registrati sinora sono 10, tutti con gravi patologie pregresse. A fronte della sinora inarrestabile diffusione del virus, la Regione ieri ha avviato, partendo proprio dalla provincia polesana , un piano di lotta sia alle larve che agli adulti delle zanzare. Tale azione interesserà 75 Comuni, di cui 22 veronesi. Si tratta di: Castagnaro, Concamarise, Legnago, Roverchiara, San Pietro di Morubio, Verona, Zimella, Albaredo, Angiari, Bovolone, Buttapietra, Casaleone, Castel d’Azzano, Cerea, Gazzo, Minerbe, Nogara, San Bonifacio, San Giovanni Lupatoto, Soave, Villafranca e Zevio.«Mentre alcuni parlano e accusano a vanvera, c’è chi lavora a testa bassa, realizzando un piano tutt’altro che tardivo, ben studiato e ben organizzato», ha voluto sottolineare l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 31

Data: 5/09/2018

Note: LUCA FIORIN