L'ingresso nella Zona a traffico limitato in lungadige Rubele

VIABILITÀ. I provvedimenti del governo di fine 2018 non piacciono a residenti perché aprono a un maggiore afflusso di veicoli. E mettono in difficoltà l’amministrazione

Sul via libera alle auto ibride ed elettriche il Comune cerca soluzioni. Si muovono anche altre città come Milano e Bologna.
Zona a traffico limitato aperta 24 ore su 24 ad auto elettriche e ibride: residenti in centro storico e Federazione Amici della bicicletta sul piede di guerra. Scoppia il caso, a Verona, ma anche in tutta Italia, sul comma 103 dell’articolo 1 della legge di stabilità che apre le maglie delle Ztl e delle aree pedonali urbane, le Apu (L’Arena ne ha riferito nei giorni scorsi). In base alla nuova normativa possono dunque circolare nelle Ztl – a Verona è l’area del centro delimitata dai varchi con le telecamere – auto elettriche e ibride, cioè in parte elettriche e in parte a benzina, che nella sola provincia di Verona si calcola siano circa tremila.Così mentre l’Amministrazione Sboarina, come ha detto l’assessore alla mobilità Luca Zanotto al nostro giornale, sta valutando la questione delle ibride (quelle elettriche a Verona sono infatti già autorizzate a entrare), in tanti Comuni si punta a far rivedere, sul punto, la legge di bilancio. Dopo l’altolà di varie associazioni della mobilità – come riporta il sito web www.bikeitalia.it – ora si muovono anche grandi città, in testa Milano e Bologna. Che condannano insieme la scelta di aprire le Ztl e le Apu all’ingresso di altre auto e si muovono affinché Anci e Governo intervengano per cancellare la norma, in modo da tutelare la vivibilità e la qualità dell’aria dei centri urbani.Sul fronte veronese, il comitato di residenti VeroCentro contesta questa novità. «A maggio 2018 i pass alla Ztl di Verona erano circa 26.400 (gratuiti e a pagamento) oltre ai permessi per disabili», dice Paolo Zattoni, vicepresidente del comitato, «e i pass per le auto elettriche incidevano per poche unità. Ora, se la tendenza è di premiare l’utilizzo di veicoli elettrici e ibridi dando la possibilità ai possessori di accedere liberamente alle aree pedonali e al centro storico, penso che la mobilità pubblica venga trascurata e il traffico privato venga favorito. Ma perché più auto in centro storico, tra plateatici diffusi e turisti in vacanza? Questa scelta», prosegue Zattoni, «permetterà a migliaia di auto (via via in numero crescente) di accedere, pur a inquinamento ridotto, e di parcheggiare le auto in aree centrali e in stalli già notevolmente insufficienti per le auto dei residenti e dimoranti e, più in generale, per tutti gli autoveicoli autorizzati».Duro anche il giudizio sul provvedimento del Governo da parte di Corrado Marastoni, presidente per Verona della Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta). «Fiab Verona esprime sconcerto e profondo biasimo. Al di là delle valutazioni ambientali su tale provvedimento, già di per sé discutibili, lasciare via libera a mezzi elettrici o ibridi non risolverebbe, ma anzi aggraverebbe ulteriormente, i già pesanti problemi di occupazione di spazi e di traffico congestionato e pericoloso di cui soffrono i centri storici», dice Marastoni. «E aprendo le aree pedonali anche al transito incondizionato di questi mezzi privati, ciò rischia di creare situazioni paradossali in luoghi resi ormai da tempo disponibili alla sola fruizione di pedoni, ciclisti e mezzi pubblici».L’applicazione di questa legge a Verona, sottolinea Marastoni, «sarebbe peraltro in aperta contraddizione sia con quanto l’Amministrazione comunale si appresta a fare per un maggior controllo di accesso e uscite dei mezzi privati a motore dalla Ztl, sia con la naturale direzione che sta prendendo l’Europa più avanzata per valorizzare I propri centri storici: ovvero, limitare progressivamente l’ingresso dei mezzi privati a motore».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 6/01/2019

Note: Enrico Giardini